Test e anteprime mer 08 gennaio 2020

Africa Twin CRF1100L - evoluzione della specie!

Tutto cambia, tutto si trasforma! E Honda è l’esempio pratico della  “teoria Darwiniana” dell’evoluzione che ha visto trasformare la propria Africa Twin in un “macchina” degna di nota,  proponendo una radicale metamorfosi della sua creatura “tuttoterreno”!!
Si, perché se la prima serie Africa Twin con motore 1000 era sicuramente una moto bella e ben curata ma molto neutra nei comportamenti e fin troppo facile nell’utilizzo quasi a diventare ”noiosa”,  con la 1100 siamo arrivati ad un prodotto motociclistico degno del marchio dell’Ala dorata, trovandoci di fronte ad una “fun bike” divertentissima ed efficace in ogni situazione.
L’impronta che Honda ha dato alla nuova Africa Twin CRF 1100L lo si percepisce subito alla prima occhiata: nessun compromesso estetico, nessun “orpello”: niente che non sia funzionale ad un uso che prediliga il divertimento come primo obiettivo, sia in strada e, soprattutto, in fuoristrada.
Si nota subito il bel codone “rastremato” e affilato, che non contempla nemmeno un piccolo portapacchi né tantomeno gli attacchi borse, a far capire che la natura di questa moto non sono i lunghi viaggi autostradali. Ne da soli ne in coppia!!
Bene inteso, se poi si vuole utilizzare l’Africa Twin non solo per adrenalinici passaggi fuoristradistici ma anche in lunghi viaggi, Honda mette a disposizione un ricco catalogo di accessori “travel” per affrontare in tutta comodità i viaggi anche autostradali. È disponibile infatti un capiente kit di borse, costituito da un bauletto da 58 lt e una coppia di borse da 30 e 40 lt, in alluminio doppio strato. Il tutto fornito di kit di attacco e kit per chiave unica e a richiesta anche il kit di borse interne.
Il forcellone scatolato è di derivazione CRF 450: bello, snello, pulito nella forma. La sella regolabile porta l’altezza della seduta fino a quai 900 mm da terra e sull’avantreno spiccano le bellissime forcelle Showa da 45 e gli aggressivi freni Nissin.

Fantastico il telaietto posteriore a vista con saldature “hard”,  che rende l’aspetto della moto davvero “racing”.
La silhouette della moto è sinuosa e snella, il serbatoio di dimensioni contenute ma non piccolo; il plexy praticamente inesistente, copre un quadro strumenti di ultima generazione molto bello visivamente e soprattutto molto intuitivo nell’utilizzo, che diviene addirittura Touch quando la moto è ferma. Completano la parte strumentale i blocchetti con i quali si controlla con facilità la gestione elettronica del TFT e il cambio DCT di ultima generazione, nonché tutti i comandi di collegamento bluetooth con il proprio cellulare.
Molto accattivante e aggressivo il look dei fari anteriori, che simulano uno sguardo “incazzato” e di primo livello tutta la componentistica della moto, dalle plastiche alle lavorazioni in alluminio. Honda anche in questo ha compiuto un passo avanti enorme, dimostrando di voler catturare il gusto del mercato sia europeo che italiano adottando un livello di finiture mai visto prima.
Ma il vero piacere lo si prova salendo sulla moto: la Honda Africa Twin CRF 1100, come già sopra descritto, non è nemmeno la lontana parente della precedente versione. Nonostante un aumento della potenza di pochi cavalli (solo 7 in più rispetto alla 1000) e a valori di coppia non certo da primato (104 Nm), appena mossa in strada trasmette una sensazione di leggerezza e precisione. Il motore con la mappatura Gravel e “sottomappatura” S è aggressivo al punto giusto, spinge subito fin dai bassi regimi e sale con tanta decisione da strappare immediatamente un sorriso al pilota! Grazie anche al cambio DCT con doppia frizione che, sia in versione automatica, sia in versione manuale con l’utilizzo dei selettori sulla parte sx del manubrio, non ha mai nessuna indecisione, è fluido e preciso e il sistema di gestione elettronica riesce a garantire  la cambiata sempre nel giusto momento. Sembra quasi impossibile, ma si ha la sensazione che la moto “intuisca” la volontà del pilota!! Ottimo il sistema “ride by Wire” che non ha il minimo ritardo, e bellissima la “voce” che fuoriesce dallo scarico 2 in 1!
La ciclistica appare equilibratissima. Agile, veloce in ingresso curva e stabile nella percorrenza. Ottima la tenuta dell’anteriore, grazie alle favolose Showa da 45 pluriregolabili che lavorano all’unisono con il mono: la moto risulta sostenuta ma non rigida, morbida sulle buche ma non “mollacciona”. Un equilibrio davvero ottimale che permette una guida molto aggressiva sui misti di montagna, senza la paura di dover affrontare le buche che talvolta si incontrano a centro curva!!
Grazie ad un evolutissimo sistema di piattaforma inerziale, la moto appare leggerissima anche nei cambi direzione a basse velocità. Il nuovo sistema IMU, brevettato da Honda, permette un controllo costante del freno motore e dell’ABS  in base all’angolo di piega, mantenendo l’aderenza della moto sempre costante.
L’ergonomia di guida è molto ben misurata. Nonostante la moto non abbia dimensioni enormi, anche i piloti di altezze elevate godono di ottima abitabilità, complice un manubrio largo e ben distanziato dal corpo, dalla giusta distanza pedane-sella, dal serbatoio che permette di chiudere bene le gambe e dal bilanciamento proiettato sull’anteriore, evitando così una posizione di guida troppo seduta.
Il top delle prestazioni di questa moto lo si apprezza sul terreno dove, a mio parere, la Africa Twin è stata pensata e sviluppata: l’off-road!
È incredibile come una moto da 235 kg di peso a secco, una volta entrata sui terreni sconnessi fatti di breccia, fango e pietra,  dia la sensazioni di una vera enduro da 100 kg! La percezione di guida è quella della sorella “racing” CRF450RX. Moto che conosco benissimo e che posso paragonare per esperienza diretta!
La Africa Twin affronta lo sterrato con semplicità estrema, mettendosi facilmente di traverso e percorrendo la curva in pattinamento senza impuntature e senza reazioni repentine. L’anteriore è “saldato”, non sottosterza, non chiude e le sospensioni, con regolazioni standard,  lavorano benissimo assorbendo tutte le asperità del terreno. La guida in piedi appare naturale e mai stancante, con la leva freno posteriore facilmente azionabile e la posizione del manubrio che agevola moltissimo questo tipo di guida.
In questa tipologia di terreno è possibile adottare la mappa Off-road che, sempre grazie al sistema IMU, provvede alla disattivazione dell’ABS sulla ruota posteriore e permette una più efficiente erogazione del motore, senza però smorzare le doti di coppia del propulsore bicilindrico in linea e senza far percepire al pilota il benché minimo “buco” di erogazione!
Stessa cosa quando ci si spinge in percorsi più “hard”. La moto sulla pietra ha le stesse dinamiche che sullo sterrato. Le sospensioni copiano perfettamente e ciò che trasmette è una sensazione di assoluta leggerezza e di grande controllo dell’anteriore.
Segno di una ottima solidità del mezzo anche un elevato livello degli accoppiamenti dei materiali, che non lasciano percepire alcun scricchiolio o sbattimento.
Con  una gommatura adeguata,  questa moto può dare filo da torcere alle più leggere cugine da enduro “racing” su terreni ben più tecnici di quelli dove ci siamo spinti per la nostra prova!
Anche il moderno cambio DCT nonostante la mia iniziale titubanza, si è dimostrato ottimo in condizioni off. Ovviamente utilizzandolo con il sistema manuale e con la mappa dedicata “off-road” che disattiva l’abs posteriore.

L’impressione è di guidare una moto da enduro dotata di sistema frizione Rekluse. La moto non si spegne mai ed è sempre in trazione e in modulazione.
La potenza del motore viene scaricata con molta progressione e , nonostante una gommatura non propriamente specialistica (metzler karoo) la moto non pattina sul viscido e anche sugli attraversamenti di tratti fangosi ne esce egregiamente.
In generale possiamo affermare che Honda ha interpretato perfettamente il concetto di moto crossover, spostando avanti l’asticella e creando un mezzo che si adatta ad ogni condizione e che diverte davvero tanto!
In una definizione: un’arrogante mangiaterreni!!

Pregi: ottime finiture/motore gustoso/ sospensioni eccellenti
Difetti: difficoltà regolazione altezza sella/pneumatici di primo equipaggiamento

Colori disponibili:
• MATTE BALLISTIC BLACK METALLIC (della prova)
• GRAND PRIX RED

Testo e tester: Edoardo Tommassini
Foto: MBfotopress

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