Enduro Di 23 Juli 2019

QUEEN TROPHY 2019: UN WEEK END ALLA CORTE DELL’APPENNINO

Il Queen Trophy di quest’anno è uno di quegli eventi che mi mettono seriamente in difficoltà quando a casa vado scriverne il racconto, perché il rischio di far diventare l’articolo una marchetta è davvero concreto. Dopo la prima edizione del 2018 (che vi abbiamo raccontato qui https://www.discoveryendual.com/blog/dual/queen-trophy-scacco-alla-regina), avevamo delle aspettative alte ma mai avremmo potuto pensare di tornare a casa con un sorriso così grande da non riuscire ad indossare il casco!

Tutto inizia il Venerdì nel centro storico di Bevagna con le iscrizioni fatte all’interno del mercato coperto nel pieno centro di uno dei borghi più belli dell’Umbria.

Durante le procedure, per passare il tempo e decongestionare la fila, era possibile effettuarevisite guidate presso le Gaite, oppure seguire un corso GPS tenuto direttamente da Garmin o anche semplicemente perdersi nelle degustazioni di vino e olio: due dei tesori di questo spicchio d’Italia.

In tutto questo palinsesto già denso eravamo presenti anche noi di Discovery Endualpartner di questa edizione durante la quale cui abbiamo presentato il nostro Team in partenza per la Gibraltar race.

Le nostre Africa Twin Rally attrezzate con l’innovativo AirTender (prodotto per altro a 8 km da Bevagna) ed i nostri due piloti hanno fatto bella mostra all’ombra della fontana centrale suscitando la curiosità dei partecipanti intenti a seguire il briefing tecnico.

Il Sabato l’appuntamento per la partenza è sotto l’arco di ingresso alla città. Ci fanno da apripista Silvia Giannetti (ex dakariana) e Miriam Orlandi (motoviggiatrice), a seguire il nostro team “Discovery Endual-RedMoto” e tutti gli altri 102 partenti, compreso Diego Sgorbati CEO di Tucano Urbano.

Con un trasferimento scorrevole siamo giunti a Vallo di Nera: una perla bianca incastonata nel verde della Val Nerina dove era terminata l’edizione dello scorso anno e da cui si riparte quest’anno perché al Queen la partenza coincide sempre con l’arrivo dell’anno precedente.

Dopo un primo ristoro offerto dalla proloco, inizia dunque ufficialmente l’edizione 2019: da Vallo di Nera la strada sale verso le montagne, i panorami si aprono ed il verde toglie il fiato. Sono tre settimane che piove senza sosta eppure i percorsi sono godibilissimi scelti accuratamente per essere drenanti, le salite sassose mai scontate si alternano agli altopiani dove un tiepido sole ci riscalda ed il monte Vettore si affaccia ancora innevato in questo pazzo maggio.

D’un balzo si arriva a Leonessa (Rieti) dove il secondo check point spunta tutti i partecipanti fino alle scope che chiudono il percorso e poi tutti giù diretti in Abruzzo in direzione l’Aquila.

Per arrivare a stare comodamente seduti sui tavoli dell’agriturismo a goderci un pranzo spettacolare, composto da formaggi, arrosticini, affettati ed ogni ben di Dio tipico di queste zone, abbiamo letteralmente goduto nel passare attraverso faggete secolari, ci siamo emozionati facendo lo slalom tra le mucche sui pascoli rigogliosi e ci siamo sballati nello scendere i toboga sassosi di questo pezzo d’Appennino.

Da Pizzoli, dopo il pranzo, ci siamo inerpicati su per una strada romana sulle cui pietre, per 2000 anni, si sono alternati nel passaggio uomini, mezzi e animali e che in 15 km di tornantigoduriosi ci ha portato dai 700 metri della valle ai 1350 degli altopiani in cui il tempo sembra essersi fermato tra un casolare ed un fontanile, ultimi ricoveri di una pastorizia sempre più estinta che in queste zone però trova ancora le ultime stille di linfa vitale.

Nel giro di una cinquantina di chilometri pazzeschi si arriva a Norcia per la notte, una meta voluta fortemente dagli organizzatori, perché la bellezza dei territori deve essere il motore della rinascita di queste zone così duramente colpite dal terremoto.

L’arrivo nel centro storico è un bel pugno nello stomaco per tutti, ma il Mc Pepe Bevagna insieme al comune locale crede che la nostra presenza sia uno dei semi da cui possa rinascere il futuro di questi luoghi. La cena si consuma in un agriturismo in cui l’ospitalità e l’enogastronomia umbra hanno dato il meglio di loro stesse con tartufo,cinghiale, spezzatini e lasagne di ogni genere: antipasto, due primi, due secondi e dolce… non c’era più spazio per nulla!

Il giorno dopo, sotto una leggera pioggia, si parte da piazza San Benedetto, patrono di Norcia e d’Europa.

Le moto scorrono una ad una sotto un arco delle mura cittadine così come a Bevagna e come a Vallo di Nera perché, come dice il presidente del motoclub “non abbiamo bisogno di archi gonfiabili sotto cui partire, l’Umbria è piena di archi in muratura che sono più belli!”.

Usciamo da Norcia ed iniziamo a salire sui monti Sibillini; la pioggia, contro ogni previsione, ci abbandona premiando la tenacia di chi è partito. Il percorso ha regalato a tutti un piacere di guida estremo per la varietà di fondi e di tracciati e per i paesaggi che apparivano tra le nubi che si aprivano all’improvviso per poi richiudersi l’attimo dopo, come una donna che ti guarda, ti sorride ma non si concede.

L’arrivo di domenica è a Verchiano ad un soffio da Rasiglia detta la “Venezia degli Appennini”, una magia di canali e chiuse che mantiene questo borgo immerso tra cascate e specchi d’acqua ed il prossimo anno abbiamo una sola certezza, partiremo da qui alla volta di due giornate di puro godimento!

Riassumendo il Queen Trophy in tre parole potremmo usare PERCORSI, CIBO e PREZZO.

PERCORSI: sono il cuore dell’evento, tutti autorizzati (i permessi erano stati volutamente appesi al briefing per trasparenza) e curati in maniera maniacale per evitare fango o tagli nonostante un maggio terribile. Al Queen ognuno può trovare il fuoristrada che preferisce per sé e per il proprio mezzo perché gli organizzatori oltre al tracciato standard, già avvincente, hanno dato una serie di varianti hard e soft fatte rispettivamente per chi voleva godersi la guida in off e per chi avesse voluto godersi di più i paesaggi, con il risultato che hanno partecipato persone esperte e neofiti ma tutti sono andati via entusiasti avendo trovato ognuno un percorso per le proprie esigenze. Di asfalto se ne è trovato pochissimo, facendo gli hard non più del 20% e si tratta comunque di fuoristrada vero non passeggiate da fare in coppia, sia ben chiaro!

CIBO: il sabato è stata una degustazione continua, a Vallo di Nera ed a Norcia due rinfreschi e poi un pranzo ed una cena da ricordare. C’è chi tra i partecipanti ha detto “lo chiamerei Queen food”.

PREZZO: Guardandosi intorno ci si chiede come sia possibile… è evidente che nel MotoClub comandi la passione e non il denaro a conferma che qui si fa fuoristrada vero non quello da copertina o da teatro ed il tutto senza spendere una fortuna.

Alla fine dei due giorni saranno 420 i chilometri di fuoristrada meraviglioso scorsi sotto le ruote, tracce che ci hanno portato nel cuore dell’appennino alla scoperta di borghi dimenticati,regalandoci gusto, divertimento e la consapevolezza che dove il terremoto è passato la voglia di ripartire è tanta! Insomma il centro Italia sarà anche ferito, ma cavolo anche Lucifero è stato punito per essere l’angelo più bello.

Testo e Foto: Dario Lupini
Video: Fausto Micioni