Test and previews Wed 01 April 2020

Comparativa KTM serie R: "La chiamavano Trinità"!

Abbiamo passato il 2019 a leggere e scrivere comparative tra la neonata KTM 790 e le sue competitor di altre marche quando, forse, le concorrenti più agguerrite la nuova moto austriaca le aveva in casa.

Partecipando agli eventi adventouring 2019 abbiamo visto i possessori dei nuovi 790 bombardati di domande da parte di chi aveva già la sorella maggiore (la 1290) e quella minore (la “piccola” 690), alla ricerca di risposte sulle differenze rispetto alle altre due e sui pregi di questa nuova punta di diamante del marketing austriaco.

Questa comparativa nasce da qui, dall’esigenza di confrontare queste tre declinazioni dell’avventura secondo Mattihgofen e di dare una risposta ai fedeli del marchio attratti dal nuovo bicilindrico easy della casa austriaca

KTM è da sempre sinonimo di sportività e grinta e questo concetto lo esprime nel migliore dei modi in tutti i modelli con il marchio “R” che prendono il concetto di adventure e lo estremizzano verso l’uso off.

Un approccio a questo mondo che negli anni ha portato KTM ad avere in catalogo una gamma plurale e differenziata di moto da turismo con l’immancabile cerchio da 21 completa come nessun’altra.

È così che abbiamo messo a confronto le tre moto che compongono la gamma “adventure” della casa di Mattighofen: la “Divina Triade”, composta dalla poderosa Super Adventure 1290 R, dalla raffinata Adventure 790 R e dall’adrenalinica 690 R. 

Per tre combattenti di tale calibro, quale migliore cornice se non il bellissimo territorio intorno al borgo di Anghiari, teatro della famosissima battaglia del 1440 raffigurata anche dal Maestro Leonardo da Vinci?

Arte e guerra, dolcezza e violenza, ecco il sunto del carattere delle tre “orange” che abbiamo avuto il piacere di sperimentare su tutte le tipologie di percorso in un test durato ben due giorni, che ci ha fatto apprezzare le doti di ognuna di queste splendide motociclette, sia su strada e che in fuori strada!

Vediamole nel dettaglio una a una

Super adventure 1290 R

Moto imponente, di grandi dimensioni e di notevole altezza da terra. 

Già visivamente esprime il carattere della “fighter” di razza: muscolosa, bellissima, affascinante. Una moto che deve essere trattata con “rispetto”, ma che allo stesso tempo si fa “strapazzare” e dona eccellenti sensazioni, sia in off-road che su strada, soprattutto se messa in mano a piloti con esperienza.

  • Su strada: a dispetto della mole e della potenza del motore, la 1290 R risulta equilibrata e non mette in crisi.

I 160 cv si si sentono tutti, distribuiti perfettamente in una curva di erogazione “larga” e priva di buchi. Il motore gira pieno, gode di tanta coppia e non richiede un uso continuo del cambio.

La KTM 1290 R mette in mostra doti ciclistiche di altissimo livello, pennella i tornati e si inserisce in curva con facilità disarmante anche con l’utilizzo di pneumatici non propriamente adatti all’uso stradale (nel test: Continental TCK 80). 

Le sospensioni WP ad escursione lunga sostengono perfettamente la moto in fase di staccata e regalano stabilità ed elevato confort di marcia, tutto ciò rende la 1290 R è una moto perfetta per il turismo di lungo raggio, ma anche per l’uscita domenicale!

  • In off-road: a dispetto delle dimensioni e di un peso affatto trascurabili, la 1290 R si muove sui fondi instabili con agilità inaspettata. 

Le sospensioni assorbono ogni asperità del terreno; la moto gode di grande stabilità soprattutto sull’anteriore e la sensazione è quella di pilotare una moto di dimensioni nettamente inferiori a quelle effettive. 

Unico neo la gestione dell’elettronica: la mappa off-road non disattiva l’abs e in più rende l’erogazione non ottimale. Si raggiunge il top escludendo manualmente controlli ed abs ma purtroppo l’operazione non è immediata e soprattutto il sistema “resetta” le impostazioni ad ogni spegnimento.

  • In una definizione: super hard! Tutta muscoli e cervello.
  • Cosa mi piace: linea, motore, ciclistica. 
  • Cosa non mi piace: gestione e settaggio delle mappe.

Adventure 790 R

L’intermedia della casa austriaca sfoggia il nuovo bicilindrico fronte marcia di 800 cc “made in KTM”. Un progetto volto alla semplicità di utilizzo e alla leggerezza dinamica. 

La 790 R rappresenta la scelta ideale per chi si avvicina al mondo adventure, prediligendo la leggerezza e la facilità di guida in ogni terreno.

Ha quote ciclistiche più a “misura d’uomo” rispetto alla sorella maggiore 1290, Rimane una twin, ma aiuta un po’ più, specie nelle manovre da fermo, i piloti di bassa/media statura.

Il motore, nonostante la conformazione di bicilindrico in linea, gode del tipico DNA KTM, che rende “pepato” ogni suo prodotto, compresa la piccola adventure oggetto della nostra prova.

Il propulsore eroga una potenza di ben 95 cv e una coppia di 88 nm e trasmette ottime sensazioni e piacere di guida, sia nell’uso stradale sia in off-road. 

  • Su strada: la 790 Adventure R appare ben bilanciata e maggiormente adatta a piloti di media statura. Ha un buon equilibrio dinamico ed un’ottima agilità di percorrenza in curva, sia in ingresso sia in uscita dai tornanti la moto risulta stabile e precisa, complice un baricentro molto basso (grazie anche al posizionamento dei serbatoi posti in una inedita posizione all’altezza del blocco motore) che la rende davvero agile. 

Le sospensioni WP, con il setting di base, risultano leggermente “appuntite”, un po' troppo reattive. Necessitano di una regolazione più adeguata, anche se nell’insieme rispondono bene.

  • In off-road: nella guida in fuori strada si avverte la netta differenza di peso rispetto alla sorella maggiore anche se le sospensioni potrebbero essere migliorabili, nell’utilizzo fuoristradistico permette una guida sciolta e sicura, il motore non ha reazioni repentine: è docile e permette lunghe e divertenti derapate.

Eccellente l’opzione della mappa rally per l’uso off-road con l’ABS non si sente per nulla mentre a livello di motore permette di far derapare la ruota posteriore senza tagli di potenza.

In pratica la moto si impenna ed intraversa come piace a noi ma l’elettronica interviene solo quando si esagera davvero rendendo quindi la guida sicura e divertente. 

  • In una definizione: l’equilibrata.
  • Cosa mi piace: bilanciamento generale e gestione delle mappe.
  • Cosa non mi piace: qualità delle plastiche, frizione a filo.

690 R

La vera arma totale del divertimento su due ruote! Una pura fun bike e un concentrato di tecnologia motoristica che rappresenta un indiscusso riferimento nel settore dei monocilindrici.

Il pepatissimo mono KTM sviluppa ben 75 cv su appena 148 kg di peso, ha zero vibrazioni (considerando che è un modo da quasi 700cc) ed è il frutto di uno sviluppo ormai decennale da parte di KTM.

La moto ha una linea affilata, rastremata ma al contempo accattivante e ben proporzionata. Con la sella che va a coprire interamente il “finto” serbatoio anteriore; il vero serbatoio si trova posteriormente, perfettamente integrato nel codone dalla parte opposta allo scarico. 

  • Su strada: tanta leggerezza, tanta potenza, una ciclistica davvero a punto e sospensioni WP ottimamente regolate, proiettano la “peperina” austriaca dentro e fuori dalle curve con velocità e precisione. La 690 R ha una reattività al comando del gas praticamente immediata e, nonostante la ruota da 21, ha un comportamento da supermotard.

Ottima la frenata e buona la posizione in sella anche per i piloti più alti.

È ovviamente una moto senza compromessi, non è nata né per il turismo, né per le lunghe percorrenze ma nonostante la sua essenzialità e la totale esposizione all’aria, tiene bene velocità di crociera da codice autostradale grazie ad un motore davvero stupefacente.

  • In off-road: tra le tre del lotto, la 690R è senza dubbio la più votata all’enduro. Tutto è essenziale, compresa la strumentazione di derivazione EXC.

Scelta la mappa preferita tra le due disponibili, disattivato TC e ABS con due semplici tasti, la KTM 690 R regala immediatamente confidenza sui fondi sterrati e ci si trova in perfetta sintonia soprattutto sui passaggi più impervi superando agevolmente pietraie, mulattiere, solchi e pietra smossa nonostante la gommatura “intermedia” che non l’ha mai messa in difficoltà. 

Grazie alla sella “piatta” ci si muove bene, liberi di spingersi fino alla parte anteriore della moto, con una posizione di guida da vera enduro. La 690 R ha espresso doti di guidabilità e maneggevolezza eccellenti.

  • In una definizione: la “piccola peste”.
  • Cosa mi piace: linea, motore, ciclistica. 
  • Cosa non mi piace: quanto sarebbe bello un kit con la torretta di navigazione ed un minimo di protezione all’aria, peccato.

Per tre moto così diverse abbiamo convolto tre tester differenti con un unico comune denominatore: il viaggio.

Abbiamo messo insieme l’endurista che è anche viaggiatore ed usa la moto quasi tutti i giorni; un malato dei viaggi in fuoristrada e una ragazza viaggiatrice che ha iniziato da poco a mettere le ruote fuori del nastro asfaltato ed ecco i loro pareri

Edoardo

Data la mia fisicità (1.90 per 90 kg) la mia moto ideale tra le tre è senza dubbio la KTM 1290 R Super Adventure!

Prediligo le moto potenti e “arroganti” che richiedono impegno nella guida, che siano comunque equilibrate e siano di dimensioni importanti. Amo viaggiare e adoro l’off-road, e questa moto riesce a conciliare una guida adrenalinica su strada con doti fuoristradistiche uniche.

In definitiva il perfetto concentrato di tutto ciò che mi piace in una moto!

Dario

Per me l’asfalto è solo di trasferimento e comunque è una noia: uso la moto in off e sono alto, o meglio basso, un metro e sessantotto.

Non ho dubbi sul 690, specie con il nuovo motore che è una bomba e le nuove sospensioni migliorate tantissimo. Essenzialità e pragmatismo per una moto nata per aiutare i neofiti e far divertire chi parte per il suo viaggio in fuoristrada con la tenda sulla sella.

Elena

Con la 690 mi sono trovata nella mia dimensione. Una moto agile, scattante e leggera che ti permette di scalare le dune e i sentieri più impervi, ma allo stesso tempo solida e comoda per affrontare lunghi tragitti anche a velocità sostenute e con consumi inferiori ai 20km/l.

La soluzione con serbatoio posteriore rende la moto facilmente caricabile con bagagli anche pesanti per un’esplorazione alla Lewis&Clark su due ruote (arco, frecce e tenda inclusi).
SCHEDE TECNICHE da scaricare:

Tester: Edoardo Tommassini - Dario Lupini - Elena Bucci
Testo: Edoardo Tommassini

Foto: Andrea Migliorati
Video: Marco Ciofi
Abbigliamento: Clover (DAKAR WP uomo, GTS-4 WP Lady)
Interfoni: Midland BTX2 pro - BTX1 pro - walkie-talkie dual band Midland XT70

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