Test and previews Wed 23 September 2020

La "Belva" domata

Metti una Honda CRF 450 RX Redmoto, metti un telaio perimetrale in alluminio ai vertici della tecnologia e della stabilità, metti un motore pazzesco, sospensioni Showa di primo livello e poi aggiungi sopra l’estro, il genio e la fantasia di un Bergamasco doc, tale Simone Agazzi, ed ecco a voi l’arma totale per affrontare i rally più blasonati del mondo: la Honda CRF 450 Rally RS By Agazzi!

Più che una moto, un vero oggetto del desidero; affascinante, eccitante, adrenalinica, solo a guardala ti regala una serie di sensazioni che vanno dallo stupore all’ammirazione. Curata in ogni sua minima particolarità, la Rally di Simone Agazzi, sembra un prodotto uscito dalla catena di montaggio Honda. Ogni particolare è stato valutato ed eventualmente ottimizzato e rielaborato per la nuova destinazione d’uso del prodotto; tutto per rendere questa moto un mezzo si veloce, ma anche e soprattutto affidabile e in grado di sopportare le estreme sollecitazioni di gare africane come L’Africa Eco Race o la Dakar.

Nata da un’idea di Agazzi, pilota plurititolato e proprietario della concessionaria Honda e del team RS Moto di Bergamo, che in soli tre anni di progettazione e sviluppo ha ottenuto risultati eccellenti, arrivando fin sul podio della Africa Eco Race permettendo anche a molti piloti “clienti” di terminare l’estenuante gara africana.

La moto

L’impatto visivo, come dicevo, è da togliere il fiato! La moto è curata e proporzionata. Plastiche di ottimo livello e grafiche semplici ma aggressive la rendono meravigliosa allo sguardo, complice la bellissima torre in allumino e acciaio porta strumentazione, uno scarico appositamente realizzato da Arrow, posizionato in basso sul lato destro, in luogo del tradizionale doppio scarico sotto la coda.

I serbatoi, realizzati in materiale plastico, nonostante una capacità di 32 litri, si integrano perfettamente nella snella silhouette della Honda CRF, divisi in quattro unità separate, due sull’anteriore, coperte dalla carenatura fasciante, e due sul posteriore nascoste dalla tabella porta numero. Tanti i particolari che appagano la vista: dal coperchio frizione maggiorato in alluminio (per accogliere una la maggior quantità di olio) realizzato dall’italiana STM, le pedane maggiorate, il bellissimo frontale in plexyglass che mette in evidenza il reparto “torre” porta strumentazione, e il faro full led.

Tutto perfettamente ordinato, pulito, perfetto! Un favoloso ammortizzatore di sterzo rotativo fa mostra di sé al centro del cannotto di sterzo, e completano l’allestimento i meravigliosi mozzi in ergal, le piastre sterzo e lo scarico Arrow.

I materiali

Finita l’estasi “visiva” inizia quella vera, quella materiale. Si sale in sella a questa belva che per quanto sinuosa, da l’impressione di essere un animale imbizzarrito, guidabile solo da mani esperte e da piloti con il pelo sullo stomaco! Incredibilmente invece una volta presa in mano, al primo movimento ci si accorge dei quanto la moto sembri stranamente leggera a dispetto di un peso maggiore di circa 40 kg a vuoto di carburante rispetto alla CRF di serie. Peso che arriva fino ai quasi 180 kg con i serbatoi pieni.

Saliti in sella sembra di esserci sempre stati sopra

Perfetta per i piloti di taglia “over” come il sottoscritto, è nata per essere guidata in piedi sulle pedane; porta il peso in un bilanciamento naturale, spostato leggermente verso l’anteriore, che permette di sentire ogni minima reazione che la moto trasmette al guidatore. I serbatoi non ingombrano permettendo di stringere bene la moto con le gambe, la sella è piuttosto dura e alta, e sia le leve sia il manubrio risultano ben posizionati.

Unico neo la leva del cambio troppo “interna” e di difficile attuazione, forse anche a causa della misura del piede diversa rispetto a quella del proprietario, ossia Simone Agazzi

La grande “torre” che ospita tutta la strumentazione, appare al primo impatto ingombrante ma poi appena si inizia a guidare, l’occhio “supera” l’ostacolo visivo senza nessun disturbo durante la guida. Risulta al contrario molto completa e ospita in modo molto ordinato tutta la strumentazione.

Il test

Abbiamo testato la Honda CRF Rally RS a Reggio Emilia, in una parte del percorso dedicato al campionato regionale enduro che si sarebbe svolto il giorno seguente. Abbiamo attraversato tratti veloci con molte buche e con passaggio sui tronchi. Salita discesa e sottobosco. La paura di trovarsi sopra a un oggetto scorbutico e iper reattivo sparisce ogni qualvolta si va ad agire sulla manopola del gas; un motore dotato di progressione e velocità fulminea nel salire di giri, ma allo stesso tempo “morbido” e “tondo”. Mai un’incertezza, mai un’esplosione di coppia, sale di giri, sale l’anteriore verso il celo, ma la CRF Rally non si scompone! 

Incredibile in discesa nell’affrontare i solchi longitudinali e obliqui rispetto al senso di marcia, scavati dalla pioggia con tanto di pietra smossa; con un semplice tocco di gas la moto scavalca qualunque ostacolo visibile e non visibile, sempre in assetto perfetto, sempre mantenendo il pilota in una posizione di guida che definirei perfetta! 

A detta di Simone, il motore è praticamente di serie, se non per alcuni accorgimenti funzionali all’utilizzo nei rally. Il radiatore sinistro maggiorato derivato dalla Honda XR 450, con doppia ventola di raffreddamento , e radiatore dell’olio per un miglior raffreddamento alle alte temperature.  

Ottimizza l’erogazione lo scarico 1 in 1 della Arrow, appositamente sviluppato per questo progetto.

L’intento della RS Moto, è stato quello di costruire una moto che abbia disponibili tutti i ricambi originali Honda, per permettere riparazioni facili e agevoli

La sensazione più appagante è derivata senza dubbio dall’equilibrio ciclistico generale. Il telaio Honda è di per se un elemento tecnologico di indiscussa qualità ingegneristica, ma è l’accoppiamento con le quote ciclistiche e il reparto sospensioni che rende il “pacchetto” assolutamente “micidiale”.

La forcella usa il materiale originale ma rivisto nella taratura per i nuovi pesi e il diverso uso del mezzo. Le modifiche all reparto funzionano incredibilmente bene, la forcella parte benissimo, copia ogni asperità, e trasmette un grande senso di fiducia al pilota: scorre fluida senza incertezze, morbida ma in grado di sostenere perfettamente soprattutto a velocità elevata, andatura per la quale questa moto è stata pensata e sviluppata.

Il tutto lavora all’unisono con l’ammortizzatore di sterzo che interviene sicuramente evitando sbacchettate e chiusure e con un mono eccellente nelle reazioni. La moto si mette di traverso con tanta facilità e con altrettanta sicurezza mantiene la derapata senza mai scomporsi! Simone ci ha detto che lo studio sulla ciclistica è stato molto importante, e sono arrivati all’ottimizzazione cambiando l’off-set sulla piastra lavorando quindi sull’avancorsa per stabilizzare la moto alle alte velocità nelle percorrenze sulla sabbia e sulle piste del deserto.

I freni sono stati adeguati al tipo di guida, ed è stata utilizzata una unità anteriore maggiorata da 300 sviluppata appositamente per questa moto dell’italiana “Newfren”, accompagnata da un disco posteriore “pieno”. Il tutto rende la frenata potente ma molto modulare e progressiva.

Ciò che mi ha colpito di questa “special” pronto gara, è stata la facilità e l’immediatezza con cui mi sono sentito a mio agio, come se l’avessi guidata da sempre! E mi ha stupito il livello di finiture e cura inaspettate per una moto destinata al “racing”.

In definitiva se volete un mezzo capace di emozionare, da utilizzare non solo in gara ma anche in manifestazioni adventouring o per dare sfogo alla vostra voglia di avventura, la Honda CRF 450 Rally RS è un’alternativa incredibilmente efficacie.

Allo stesso prezzo di una delle maxi enduro presenti sui listini, potete avere una vera “puro sangue” con zero compromessi e 100% godimento!! 

Cosa mi piace:

  • Linea
  • Finiture e materiali
  • Motore
  • Ciclistica
  • Cosa non mi piace:
  • Che non è la mia (per ora… ☺)

Prezzo: € 19.000 iva esclusa

Testo e tester: Edoardo Tommassini
Foto: Dario Lupini

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