Daily Mon 04 March 2019

Adventouring - Discovering il parere della FMI

Ciao a tutti!!
Quella di oggi è un’intervista nata a seguito del nostro articolo sul proliferare di eventi Adventouring - Discovering in Italia ed il conseguente caos creatosi.
https://www.discoveryendual.com/news/adventouring-discovering

Rocco Lopardo, presidente della commissione turistica FMI e nostro lettore, pochi giorni fa ci ha ripresi facendo delle puntualizzazioni riguardo al nostro articolo e ne è nato un piacevole confronto che ha portato ad un intervista che, vista l’autorevolezza della fonte, abbiamo il piacere di proporvi come approfondimento riguardante un settore in crescita che seguiamo con curiosità e particolare attenzione.

Dunque, sig. Presidente, giusto per aprire l’intervista e chiarire di cosa stiamo parlando, come descriverebbe in poche parole l’Adventouring ed il Discovering?
Non è andare in moto, è godersi la moto, su ogni singolo metro di asfalto o sterrato, di fronte a qualsiasi panorama, da soli o in compagna, è scoprire il territorio esprimendo la nostra passione.

Dopo  i primi due anni di calendari marchiati FMI è evidente che la disciplina sia cresciuta, e che i partecipanti siano entusiasti di questo modo di vivere la moto. Alla luce della risposta alla domanda precedente, quali sono  gli obbiettivi che la federazione si era posta all’inizio e quali sente di aver raggiunto di più? Come pensate di intervenire nel prossimo futuro, (due anni)  per far crescere e migliorare gli eventi?
Gli obbiettivi iniziali erano quelli di poter creare delle attività per gli appassionati del segmento moto più venduto in Italia e, in parte questo è avvenuto.
Purtroppo l’inizio del progetto è stato molto deficitario sul piano della programmazione, si è pensato a regolamentare solo alcuni eventi, senza interessarsi dell’utenza e senza analizzare  già dopo il primo anno di attività i dati emersi.
Appena insediato nel 2017 ho preso visione dei report e ho introdotto la nuova disciplina  Discovering ( sterrato 30%)  per creare un nuovo indirizzo diverso dall’ Adventouring. Il motivo è semplice, analizzando il numero dei sinistri legati alle attività Federali su strade bianche  degli ultimi 4 anni , ho riscontrato una percentuale di due (2) infortuni (media) per manifestazione ( piccoli e medi infortuni,) ho poi  incrociato questi dati con la partecipazione ( i nostri eventi sono assicurati e quindi registriamo dati e data di partecipazione) e ho riscontrato un’altra anomalia e cioè la grande rotazione di partecipazione.
Solo un 20%  partecipa a più eventi anno su anno. Quindi c’è un parco circolante, gli appassionati grazie agli eventi a calendario si avvicinano, ma dopo aver partecipato  non ritornano, inutile nascondersi dietro banali scusanti, la problematica è legata alla tipologia di percorsi che spaventano chi magari per la prima volta mette le ruote sullo sterrato (noi siamo la Federazione di tutti), quindi  è nato il Discovering come disciplina Entry Level, sulla quale investiremo nei prossimi anni, inoltre dal 2018 le attività turistiche Federali possono ospitare corsi di guida (progetto specifico che non snatura l’evento turistico) grazie al Settore Tecnico.

Quali sono i connotati ed i valori che più le piacciono di questi eventi, quelli che vorrebbe trasmettere  ai nostri lettori quelli di cui è orgoglioso promotore?
I valori assoluti sono la “connessione reale” che si crea in alcuni eventi con il territorio, personalmente amo il turismo lento,  è l’unica forma concreta di valorizzazione dei luoghi attraversati e con una ricaduta economica diretta. Amo le piccole  manifestazioni perché  i dieci (estremizzo) iscritti nell’evento di provincia, della più piccola regione Italiana, hanno un valore enorme se contestualizzato. Il Contenitore dell’ Adventure Touring  è,  e deve rimanere, passeggiare nella natura, condividere  gli stessi spazi con gli altri utenti, ma soprattutto riuscire  a creare eventi sostenibili, convertire e nel caso porre il veto alle manifestazioni che strizzano l’occhio allo sport, selezionare  gli organizzatori ed escludere quelli che poco o nulla hanno da condividere con il mondo dell’associazionismo, nostro unico e vero life motive, siamo e vogliamo continuare ad essere la Federazioni dei Moto Club.

Quali sono stati invece gli aspetti di cui andate meno fieri, i risvolti a cui magari non avevate pensato in principio?
Sono due gli aspetti che mi preoccupano sul quale sto lavorando da tempo : uno è Il problema delle tracce GPS, stiamo mappando il territorio e lo stiamo esponendo ad una visibilità eccessiva, ho certezza per diverse denunce di Enti locali e segnalazioni di moto club che molte tracce vengano condivise, collezionate  e riutilizzate in vari periodi dell’anno.   Noi conosciamo i nostri organizzatori e la serietà che li contraddistingue, conosciamo  i loro documenti e permessi, tutte le concessioni e autorizzazioni, polizze assicurative ed RC gare, cosa che chiaramente non possiamo garantire e conoscere per gli altri.
Altro aspetto delicato  e per anni ignorato è quello del modello organizzativo  (qui ho intrapreso già delle azioni correttive) bisogna avere però  l’onesta ’intellettuale e accantonare per un attimo la passione per ammettere che molti eventi utilizzano il “bigliettino” da visita del MotoTurismo,ma nel concreto altro non sono che delle manifestazioni “sportive”.

Quando avete pensato all’Adventouring ed al Discovering, li avete formulati in base alla passione cieca o avevate già in mente il target a cui rivolgere il format? Quale era, nella vostra idea, il partecipante tipo; che moto doveva guidare, che età pensavate avrebbe avuto ad oggi pensate di aver centrato l’obbiettivo oppure siete stati sorpresi da una risposta più ampia o diversa?
Gli obbiettivi come già in parte accennato  erano quelli di poter creare delle attività per gli appassionati del segmento moto più venduto in Italia, in scia  ai grandi organizzatori che già negli anni 90  organizzavano eventi di turismo avventura come i portoghesi della les-a-les (http://www.les-a-les.com/Events/PT_LAL)   
Sorrido non poco quando sento dire che Noi italiani abbiamo inventato… Mentre non sorrido e mi dispiace che molti addetti ( giornalisti e aziende) definiscano il settore come ampio e partecipato.
I numeri dicono ben altro e i motivi sono quelli già espressi, chiaramente soprattutto per le aziende, una mancanza di riscontro sui fatturati a breve medio termine, potrebbe indurre a considerazioni di responsabilità di gestione del movimento non veritiere.                                                                                               La verità e che il settore ha potenzialità inespresse, ma la chiave di svolta è nella gestione degli eventi. Queste manifestazioni non devono continuare ad essere (non tutte) delle “motocavalcate specialistiche” devono riposizionarsi e divenire l’essenza del motociclismo, devono poter coniugare il piacere della guida al piacere della scoperta.

Ad EICMA 2018 abbiamo partecipato ad un incontro in tema da cui è emersa la ricaduta positiva che questi eventi hanno sui territori, ricaduta derivante dal fatto che i partecipanti tendono a tornare con la famiglia nei posti che li hanno colpiti in moto e che spesso sono località lontane dal turismo tradizionale; vogliamo approfondire questo aspetto che potrebbe portarci in futuro ad non essere più visti come dei distruttori da demonizzare ma come una risorsa per i piccoli comuni?
La relazione presentata ad EICMA è solo uno dei tanti strumenti che abbiamo messo in piedi a supporto dei nostri affiliati, infatti già dallo scorso anno è partito un progetto di formazione  (Costiera Amalfitana, recentemente in Puglia e a breve Sestriere) gratuita riservata ai nostri club ad indirizzo turistico e a parallelamente abbiamo attivato dei momenti di confronto e dibattito con gli enti locali sul tema “il Mototurismo driver per l’economia del territorio”

Rispetto all’enduro ed al turismo tradizionali che queste manifestazioni fondono, l’organizzazione di questi eventi è incredibilmente più complessa perché abbina agli iter autorizzatori dell’enduro le  percorrenze chilometriche del turismo stradale. Le domando se la  federazione supporti gli organizzatori, che spesso sono sapienti conoscitori dei territori ma meno della burocrazia, a districarsi tra le pratiche e le richieste da fare ai numerosi comuni ed enti attraversati in due-tre giorni di guida in fuoristrada?
Certo, è parte della nostra missione agevolare ed accompagnare i club nella gestione delle manifestazioni, sono stati infatti definiti alcuni strumenti da utilizzare nel rapporto con gli enti locali, grazie alla commissione sicurezza FMI, alla commissione Ambiente FMI e alla società format research, sono stati realizzati 3  manuali (riservati a nostri affiliati) .

  • Il -Vademecum piano sicurezza (circolare Gabrielli)
  • Lo studio d’impatto ambientale in area boschiva del motociclismo  
  • La relazione dell’impatto economico degli eventi sul territorio.

Inoltre continua e costante l’attività del dipartimento politiche istituzionali FMI con la  protezione civile e il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dello Stato. Non ultimo l’audizione alla Camera per la discussione  di vari emendamenti da noi presentati a tutela dei motociclisti sul tema del CDS.

Una domanda che non posso non farle riguarda il proliferare e la crescita degli eventi di questo tipo lungo tutto lo stivale. Confrontando i calendari del 2018 e del 2019 risulta chiaro che molti eventi (anche di punta) svolti sotto la vostra egida, nel 2019 non sono più presenti. Come si giustifica questo fenomeno di “migrazione” e come vede la pluralità di manifestazioni che stanno nascendo?
Questa è una domanda  a cui rispondo volentieri, anche se il termine corretto non è “migrazione” ma forse più onestamente un “ritorno a casa”, sono organizzatori che conosco bene e considero delle belle persone ricche di qualità, a cui faccio i migliori auguri, chiaramente abbiamo una visione diversa sul modello organizzativo, se analizza attentamente alcune di quelle manifestazioni farà fatica a trovare una collocazione turistica. La cosa non mi preoccupa anzi, adoro il confronto, è l’unico modo per far emergere qualità e specificità.

Riusciremo ad incontrarla in qualche evento?
Sicuramente  si e sicuramente  in moto , anche se  è davvero difficile programmare con largo anticipo i miei spostamenti  (la stagione 2018 si è chiusa con ben 665 manifestazioni) spero di poter onorare alcuni eventi Internazionali ( quando dico internazionale non mi riferisco alla partecipazione estera negli eventi ma alla titolarità internazionale, quindi un approvazione della FIM oltre quella della FMI)

Quest’anno ho candidato alla Federazione Internazionale tre eventi:

Transitaliamaraton, Céf Adventure e la Valli Bresciane Audax, tutti e 3 sono stati iscritti  : http://www.fim-live.com/en/fim/the-commissions/touring/special-touristic-gatherings/

Chiudiamo con una domanda più leggera e personale: Che moto ha o se ne dovesse avere più d’una,  a quale è più affezionato e perché?

Felice possessore di :

  • Gilera 150 Sport del 1954
  • Vespa 50 R 3 del 1973
  • Cagiva Elefant 750 Lucky Explorer del 1989
  • ▪Mv Agusta Brutale replica  AGO del 2008

Potrebbe sembrare una risposta “politica” ma le adoro tutte, hanno  un fascino e un utilizzo specifico e me le godo tutte (la Cagiva è in restauro ma sostituisce  una TM 250 4t).

Dunque presidente, dal canto nostro continueremo a seguire da vicino la specialità partecipando agli eventi e raccontandoli ai nostri lettori; per il momento la ringraziamo per la disponibilità dimostrataci e non ci rimane che augurarci di incontrarLa a breve durante qualche evento, magari a bordo della sua Cagiva!!!